20 marzo 2016

Pinocchio a Taranto? Una bugia col naso lungo....

Foto: www.leavventuredipinocchio.com

Pinocchio a Taranto? Una bugia col naso lungo....

La versione originale di questo articolo è stata pubblicata sul mio blog il 24 ottobre 2007. Oggi pubblico una versione ampliata e aggiornata.


Ha tenuto banco, nell'estate tarantina del 2007, una diatriba nientemeno che... sulla casa della fatina di Pinocchio. Succede che con scarsa professionalità alcuni operatori diano scorrette informazioni ai turisti, per aggiungere "panna montata" a una storia, come quella della nostra città, che è già affascinante di per sè, e che non ha alcun bisogno di invenzioni atte a provocare lo stupore del pubblico. La nostra storia stupisce già, così come la decadenza della nostra amata città, costretta alle bugie... di Pinocchio.

La "vera" casa di Pinocchio non è affatto in Sicilia, come scrisse Sferra alle testate giornalistiche joniche, ma presso il Lago di Martignano a pochi chilometri dal Lago di Bracciano in provincia di Roma, inoltre, come può vedersi dalle foto, le due costruzioni NON sono affatto somiglianti. Qui sotto inserisco la foto della vera "casa della fata", e la foto della casina lanciasiluri, quest'ultima presa dal sito "www.viaggiareinpuglia.it", cioè un sito turistico, che "spaccia" (è proprio il caso di dirlo) ancora oggi il mito della casa della fata turchina.
Sembra che l'origine di tutto sia stata la puntata di "Lineablu" n. 9 del 24 luglio 2004, dal titolo: "A bordo della Garibaldi". Sarebbe interessante rivederla, ma la rete dimentica in fretta, e della puntata non ho trovato alcuna traccia. Gianluca Lovreglio

Ecco la lettera di Sferra, pubblicata da Tarantosera qualche giorno dopo il suo invio:

«Ma quale casa di Pinocchio?!»
Da: Tarantosera del 21/08/2007

Gentile signor direttore, chiedo scusa se occupo un poco di spazio sul suo giornale. La mia missiva è solo una segnalazione a tutti i tarantini e non, che da quattro anni ascoltano il cicerone delle navette dell’Amat sul mare. Questa persona si è inventata una bugia, ha pubblicato e ancora va commentando, che la palafitta lancia siluri che si trova dopo Punta Penna Pizzone, nei pressi di Cimino, è la casetta dalla fatina di Pinocchio. Racconta che il regista Luigi Comencini con tutti gli attori sono venuti qui a Taranto a girare una sequenza del film “Le avventure di Pinocchio”, dove Gina Lollobrigida ha fatto la parte della fata turchina (Ma quanne maje ha venùte ‘stu fatte a Ttarde?!). Signor direttore, ho avuto un po’ di tempo e ho fatto un po’ di ricerche e ho trovato che Gina Lollobrigida, la fatina di Pinocchio, con Comencini hanno girato il film sul litorale palermitano in Sicilia e precisamente a Mondello... come dimostrano le numerose fotografie dello stesso film che le invio e spero che lei ne pubblicherà qualcuna a dimostrazione della verità (Cume se dice ‘a buscìje vé da nanze e a veretà vé da réte). E’ per niente onesto prendere per i fondelli l’ignaro, che sempre ha creduto chi commenta realmente la storia, le “Culacchje de Storie”, originali e documentati.

Cataldo Sferra (presidente dell’associazione culturale “Il Tarantino”)

* * * * *

Caro Sferra, lei ha sfatato un luogo comune e gliene siamo grati. Nessuno ha mai visto a Taranto Comencini e la Lollobrigida per girare Pinocchio. E’ vero, la casina lancia siluri nei pressi di Punta Penna Pizzone è assai somigliante alla casa della fata turchina e a forza di sentirci ripetere che proprio quella era, abbiamo finito un po’ tutti per crederci davvero. Le foto che lei ha gentilmente inviato (tra cui quella che pubblichiamo) chiariscono definitivamente che l’ambientazione non è quella di Mar Piccolo. A parte la somiglianza della palafitta non c’è altro. Il contesto paesaggistico è completamente diverso. Alla guida turistica, della quale è comunque apprezzabile lo spirito d’iniziativa per far conoscere la città, consigliamo d’ora in poi di limitarsi a dire che quella palafitta, per via della somiglianza con quella del film, è comunemente ribattezzata la casa della fata turchina. Che vuole, Sferra, in questi anni abbiamo creduto ad un’altra favola. Noi tarantini di favole, purtroppo, ne abbiamo ascoltate spesso. Il guaio è che ci crediamo.




Foto  1: www.leavventuredipinocchio.com


Foto 2: Elio Little, in www.viaggiareinpuglia.it

Ecco ora il documentato articolo pubblicato da Francesca Rana il 18 agosto 2007 su Nuovo Quotidiano di Puglia

C’era una volta la troupe del regista Luigi Comencini in cerca del luogo ideale dove ambientare l’incontro tra la fata turchina e Pinocchio… Fu, forse, il Mar Piccolo di Taranto? Su questo fiabesco aneddoto raccontato negli ultimi anni si addensano sempre più nubi. La casina della fatina del film “Le Avventure di Pinocchio”, con il grande Nino Manfredi, non sarebbe né qui, come racconta ripetutamente Enzo Risolvo, presidente dell’Associazione “Taranto Centro Storico”, a bordo delle motonavi Adria e Clodia dell’Amat, né a Mondello, in Sicilia, come sostiene Cataldo Sferra, presidente dell’Associazione “Il Tarantino”. Le romantiche sequenze nelle quali Gina Lollobrigida incantava il più famoso dei monelli, Pinocchio, Andrea Balestri, nel 1971, sarebbero state girate ed ambientate nel Lazio. «La casetta della fatina si trovava sul Lago di Martignano in provincia di Roma nella prima parte delle riprese – spiega Stefano Garavelli, ideatore e webmaster del sito ufficiale www.leavventuredipinocchio.com, a nome di Multimedia San Paolo, editrice del film – nella seconda parte, è stata smontata e posta sulle saline in località Saline di Tarquinia in provincia di Viterbo sul Mar Tirreno. Non è un punto di vista. È la verità di chi è stato dietro le quinte e l'ha vista coi propri occhi. Il resto sono burle o dicerie false».

Un anno dopo, nel ’72, Leo Pantaleo era nel cast de “Lo Scopone Scientifico” di Comencini: «Dopo 15 giorni trascorsi a stretto contatto sul set, il regista avrebbe dovuto fare almeno una battuta su Taranto, non vi pare? Invece, nulla. Non è sicuramente vera la storia della casetta sulle sponde di Mar Piccolo».

Incuranti di rettifiche e smentite, i cultori di tradizioni tarantine restano ancorati alle proprie convinzioni. Sferra, nei giorni scorsi, in una lettera mandata ai giornali aveva puntato il dito contro il Cicerone delle navette, definito il “Pinocchio Tarantino”. Secondo lui, la casetta della fatina sarebbe addirittura nel palermitano e non sarebbe la palafitta lanciasiluri, situata dopo il Ponte Punta Penna, nei pressi di Cimino: «Cume se dice “a busìe ve de nanze” e “a veretà vè da rète” – aveva affermato alla fine della sua missiva – non è onesto prendere per i fondelli». Risolvo, accusato di aver inventato una bugia a vantaggio dei passeggeri, ribatte: «La trasmissione televisiva Linea Blu, di Rai Uno, nel 2004 raccontò questo episodio (e, dunque, ha la TV il naso più lungo?! ndr). Non ho certezze o documenti. Però, tanti anziani lo confermano. Quella parte del film deve essere stata girata a Taranto.

Alla gente piace sentirlo dire. Molti adulti hanno a loro volta ascoltato versioni diverse secondo le quali la casetta era sul Lago di Iseo o a Caserta. Indagherò e vedrò se la Marina Militare ha concesso lo spazio a Comencini negli anni ’70. Magari, risulta un’ambientazione diversa ed invece il regista in persona era proprio sulle sponde di Mar Piccolo». I pinocchi sono più di uno? In totale buona fede, ipotesi più certa, entrambi hanno tramandato storie veramente raccontate ai ragazzini negli anni ’70? Oppure, c’è qualcosa di vero nella leggenda? Un altro capitolo di questo giallo fiabesco venuto a galla durante l’estate sarà raccontato prestissimo. Sognare un colpo di scena, perfino con un pizzico di illusione, non farà male a nessuno.






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